Il progetto negroni.biz
Questo sito nasce dall'esigenza di un' artista di trovare uno spazio dove esporre i propri lavori e le proprie opere.
L'idea però si è evoluta da quella di una semplice vetrina a quella di un nodo per lo scambio di opinioni.
L'intento è quello di creare una rete di persone che espongono i propri lavori nei diversi settori artistici, per contrastare le problematiche della visibilità e della comunicazione, che spesso rendono difficili i contatti e la possibilità di emergere.
Genesi del cocktail negroni
Agli inizi dell' 800 furono creati comodi e lussosi caffè ognuno dei quali si specializzò in una diversa funzione sociale. A Firenze il famoso Caffè Michelangelo fu la culla dei "Macchiaioli" e 60 anni dopo le Giubbe Rosse dette vita al movimento dei "Futuristi". Fattori, Signorini, Lega, Borrani, Cabianca, Cecioni, Cecconi, Diego Martinelli furono frequentatori del Michelangelo ; Soffici, Papini, Prezzolini, Palazzaschi, Vallecchi, Rosai, Carrà, Boccioni, Balla, Vittorini, Montale, Gadda delle Giubbe Rosse. In questo contesto si colloca a Firenze la nascita del cocktail negroni e di Firenze erano il conte Camillo Negroni e il barman Fosco Scarselli
All'angolo di via Tornabuoni dove il palazzo Rucellai-Navove separa via Strozzi in due parti, via della Vigna Nuova e via della Spada, c'era una rivenditoria di tabacchi dove si poteva bere e mangiare uno stuzzichino. «Il Casoni fu fondato intorno al 1820 e terminò la sua storia negli anni '30 il cocktail Negroni fu sperimentato qua al Casoni per opera del barman Scarselli e del conte Negroni».
«Quando il conte CAmillo Negroni usciva, prima di recarsi al Grand Hotel, aveva come tappa fissa il Casoni...» «Così, nell'intimità di questo ameno locale, un giorno imprecisato tra gli anni 1919 e 1920, il conte chiese a Fosco di "irrobustire" il suo Americano, che lui amava... » «...Fu scelto il gin, che avrebbe alzato notevolmente il grado alcolico senza tuttavia variarne la tonalità del colore....» « Da quel giorno il conte entrando ordinava il suo "solito" e la gente incuriosita da questa nuova bevanda, chiedeva "un Americano alla maniera del conte Negroni". Da questo a chiamarlo Negroni, il passo fu breve.»
Tratto da Luca Picchi, Sulle tracce del Conte La vera storia del cocktail "Negroni", Firenze, PLAN, 2000, p 21.